Leggendo si vive: il festival 7Sere all’assemblea del liceo di Lanusei

Reduci da un incontro al Senato dove hanno presentato il giornale di Istituto (premiato con altre nove scuole italiane), oltre cinquecento studenti del liceo Leonardo da Vinci di Lanusei, mercoledì 15 aprile, hanno chiuso un’assemblea con una riflessione sull’importanza della lettura e sui temi generali della comunicazione. 

Tema di base una frase di Umberto Eco (“Non morirà il libro di lettura”): è lo slogan della 16.ma edizione del festival letterario di Perdasdefogu 7Sere 7Piazze 7Libri (27 luglio-2 agosto) a dieci anni dalla morte del grande semiologo italiano. Dopo l’introduzione del dirigente scolastico Giovanni Marcello e del presidente dell’assembea Elias Nonnis, presenti molti docenti tra i quali la coordinatrice del giornale Virginia Mariane che ha accompagnato gli allunni nella trasferta a Palazzo Madama, è intervenuto Giacomo Mameli, direttore artistitico del festival foghesino organizzato dalla ProLoco che ha firmato accordi di partenariato con tante scuole italiane tra le quali il Da Vinci di Lanusei. (Analogo incontro, on line, si è svolto con gli studenti del liceo scientifico di Jerzu guidati dalla professoressa Valeria Masala). 

Mameli è partito dal tema fisso del festival: leggendo si vive. Perché “stiamo vivendo nella società della comunicazione e non possiamo non saper comunicare soprattutto adesso, in un mondo dominato dai social”. Un obiettivo importante: “Lo si raggiunge con l’esercizio quotidiano: ascoltando, osservando e leggendo”. 

Mameli ha insistito: “Ci alleniamo a giocare a pallone, a pallacanestro, ci alleniamo a ballare su ballu tundu. Facciamo la stessa cosa con i libri? Leggiamo e ripetiamo? Leggiamo e scriviamo? Guardiamo i panorami e li descriviamo? Ma per allenarsi a parlare e scrivere è necessario prima leggere, leggere, leggere e ripetere”. Da qui un invito alla lettura costante, quotidiana: “Il libro che avete nella vostra cartella non vi dà fake news. I libri di scuola, i libri che trovate nelle librerie non chiedono nulla, offrono tante e utili informazioni. Poi bisogna saperle trasmettere. Come? Parlando e scrivendo”. 

La conclusione proprio sul significato della parola comunicazione. “Comunicare è un lavoro: lavora chi parla e lavora chi ascolta, lavora chi legge e lavora chi ripete, lavora l’insegnante che spiega e lavorano gli studenti che ascoltano. Quando c’è intesa, feeling tra chi parla e chi ascolta allora scatta la comunicazione vera, il dialogo.- Un traguardo che – come in tutti gli sport, in tutte le attività umane – si ottiene con lo sforzo, con l’esercizio. L’esercizio di base per gli studenti? Mameli ha riupetuto: “studiare, ascoltare, osservare, scrivere, leggere. Perché leggendo si vive”.


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